Dieci (nuove) + Dieci (vecchie) domande al sultanano

Ieri ho scorperto il blog delle rane (rassegna stanca) quasi per caso, incuriosito dal “Principio delle rane bollite”. Mi sono accorto che avevano pubblicato un articolo “dieci (nuove) domande al sultanano” (il titolo originario non prevede “sultanano”, ma io bellachioma, alias testa d’asflalto, non riesco a chiamarlo per nome). Le nuove 10 domande si aggiungono alle 10 di Repubblica

1 ) Si è giustamente lamentato della frase di Franceschini che chiedeva: “Affidereste l’educazione dei vostri figli al premier?”.  Può dirci, però, perché Lei affidasse tutte le mattine i suoi figli al pluriomicida mafioso Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, per accompagnarli a scuola?

2 ) E’ frutto solo di una particolare coincidenza il fatto che suo padre, Luigi Berlusconi, lavorasse come funzionario alla Banca Rasini che Michele Sindona indicò essere la banca milanese della mafia e che tra i suoi clienti più illustri aveva Pippo Calò, Totò Riina, Bernardo Provenzano?

3 ) Marcello Dell’Utri è uno dei padri di Forza Italia. Lei, anche alla luce della condanna in primo grado Continua a leggere…

Lo chiamavano tre culi

Daniele Molgora

C’è chi non arriva a fine mese con il misero salario o pensione e chi ha la faccia come il culo che accumula cariche pubbliche.

Si chiama Daniele Molgora, nel giro di 18 mesi è stato capace di farsi “nominare” deputato del Carroccio alla Camera, designare sottosegretario all’Economia al fianco di Giulio Tremonti e infine eleggere presidente della Provincia di Brescia.

Fonte: Repubblica.it

«ROMA LADRONA !» urlavano i figli della padania ! Da che pulpito viene la predica… ipocriti schifosi!

Nello stesso articolo di Repubblica si citano anche altri 11 compagni di merende del Molgora che hanno imitato “tre culi” senza riuscire ad eguagliarlo: si sono fermati solo a due cariche contemporanee.

Si asciugò, si ripulì, servì, crebbe

Fabrizio Cicchitto

Oggi riporto un articolo di Pino Corrias su voglioscendere.

Tra le molte cose notevoli che accadono in questi giorni di Nuova Era Craxiana, una riguarda Fabrizio Cicchitto.
Era deputato socialista. Risultò  iscritto alla P2, tessera 2232. Venne cacciato dal Psi, personalmente da Bettino Craxi. Per anni camminò accosto ai muri per non rivelarsi alla troppa luce e per non rinunciare mai alla protezione dell’ombra. Ricomparve nel 1992, l’anno in cui lo statista Bettino Craxi stava perfezionando la più spettacolare tra le sue operazioni politiche: la dissoluzione dell’intero partito, nato cento anni prima, e che lui riuscì a liquidare  “con durezza senza eguali”.
Cicchitto si aggrappò al panfilo di Forza Italia. Si asciugò, si ripulì, servì, crebbe. Fedele agli ideali socialisti, oggi guida i deputati della destra italiana, e si batte contro “il network dell’odio”, odiandolo con tutte le sue forze, più di tutti, anche se un po’ meno del suo nuovo capo.
In quanto a quello vecchio, difendendolo con tanta sollecitudine, ne danneggia un poco la memoria, vanificando, con il suo attuale successo, quel coraggioso tratto di penna craxiana che lo aveva cancellato.

Fonte: “Cicchitto e la Nuova Era Craxiana” – VoglioScendere

Trote in carriera

Il rampollo di casa Bossi viene avviato alla carriera contro Roma Ladrona… infatti cercano di accasarlo al Pirellone alla corte di Formigoni.

Il potere converte molti adepti verdi: le poltrone comode e ben remunerate fanno gola anche ai più puri dei padani, quelli col sangue verde. Le indiscrezioni vedono la trota come assesore allo sport visto che può sfoggiare credenziali di tutto rispetto: è dirigente della nazionale padana di calcio :-D .

Fonte: IlGiornale.it

il suo peggior incubo

una democrazia

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.

Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.

Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.

E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.

Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 ac

Scontro con la chiesa

13 Dicembre 2009

Fonte:  www.gavavenezia.it – “SBAM!”

parole dimenticate

Capita che si dicano delle parole, delle frasi, si affermino cose che, dopo un decennio, si dimenticano.

“E’ un portaborse di Craxi…è l’uomo della mafia, un palermitano che parla meneghino mandato apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. Da dove vengono i suoi soldi?..Stava nella P2 e guadagna soldi con l’eroina e la cocaina…Ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni…Se va a Palazzo Chigi vince il Tecnocrate..Alla fine avrà un posto all’Inferno, perché quello lì non se lo prendono nemmeno in Purgatorio”

Bossi, a proposito di nanoleone, tra il 1994 e il 1999… Poi il ritorno all’ovile.

Fonte: laRepubblica.it

scudi & scudi

Quando il governuzzo cerca di legittimare le scempiaggini che combina, cerca di comparare lo schifo che legifera alle norme altrui, soprattutto a norme (di concetto) in uso negli USA.

E’ così ha fatto con il così detto “Scudo Fiscale”, la norme che consente a truffatori, bancarottieri, evasori e malavitosi di tutte le speci di far diventare leciti i capitali ottenuti infrangendo la legge.

Da noi hanno previsto un 5% secco sulle somme occultate per rendere “legali” i capitali. Negli USA, invece, l’Irs (Internal Revenue Service) ha offerto ai propri contribuenti uno scudo fiscale al quale hanno aderito circa 15.000 persone. A tutti i contribuenti che si sono autodenunciati viene offerta la possibilità di versare per intero le somme dovute con una riduzione delle sanzioni e nella maggioranza dei casi la garanzia di non subire procedimenti penali. Inoltre i contribuenti non ottengono l’anonimato.

Fonte: laRepubblica.it

le avventure del giovine silvio

Direttamente dal blog “Voglio Scendere” la liste delle avventure giudiziarie del nano più alto del mondo, alias bellachioma (o testa d’asfalto che dir si voglia).

1979, 12 novembre
Massimo Maria Berruti, maggiore della Guardia di finanza, guida un’ispezione all’Edilnord Centri Residenziali e interroga Silvio Berlusconi su presunte irregolarità tributarie. Berlusconi, mentendo, sostiene di essere un “semplice consulente” Edilnord per la “progettazione e della direzione generale di Milano 2”. Invece è il proprietario della società. Berruti si beve tutto, e chiude l’ispezione. Nel 1980 si congeda e poi diventa un consulente Fininvest.

1983
La Guardia di Finanza di Milano mette sotto controllo i telefoni di Berlusconi per un presunto traffico di droga. L’indagine sarà poi archiviata.

1984, 24 maggio
Il vicecapo dell’Ufficio Istruzione di Roma, Renato Squillante, interroga Berlusconi, assistito dall’avvocato Previti e imputato “ai sensi dell’articolo 1 della legge 15/12/69 n. 932” (interruzione di pubblico servizio) per antenne abusive sul Monte Cavo che interferiscono con le frequenze radio della Protezione civile e dell’aeroporto di Fiumicino. Gli imputati sono un centinaio. Ma Berlusconi nel 1985 è subito archiviato, gli altri nel ‘92: non potevano sapere che Squillante, Fininvest e Previti avevano conti comunicanti in Svizzera.

1984,16 ottobre
Tre pretori sequestrano gli impianti che consentono a Canale5, Italia 1 e Rete4 di trasmettere in contemporanea in tutt’Italia in spregio alla legge. Craxi interviene con due “decreti Berlusconi”.

1988, 27 settembre
Berlusconi viene sentito dal pretore di Verona come parte offesa in un processo per diffamazione contro due giornalisti: “Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. Mai pagato la quota di iscrizione”. Doppia bugia: si iscrisse nel 1978 (lo scandalo è del 1981) e pagò la quota. La Corte d’appello di Venezia spiega che è colpevole di falsa testimonianza, ma che il reato è coperto dall’amnistia del 1990.

1992, 4 maggio
Il pm Antonio Di Pietro firma un decreto di “acquisizione di documenti” sugli appalti della Coge di Parma, partecipata da Paolo Berlusconi. Il fascicolo è il 6380/91 su Mario Chiesa che il 17 febbraio ha dato il via a Mani Pulite. In Tangentopoli la famiglia Berlusconi entra subito.

1992, 21 maggio
Paolo Borsellino parla a due cronisti francesi di un’indagine in corso sui rapporti fra il boss Mangano, Dell’Utri e Berlusconi.

1992, 9 giugno
I giornali svelano che il dc Maurizio Prada accusa la Fininvest di una tangente da 150 milioni alla Dc. Fininvest “smentisce categoricamente”: solo sconti sugli spot. Anche il dc Gianstefano Frigerio parla di 150 milioni dati da Paolo Berlusconi per la discarica di Cerro. 1992, 15 settembre. Augusto Rezzonico, ex presidente delle Ferrovie Nord, racconta ai pm che in febbraio Dc e Psi hanno   inserito nella legge sul codice della strada un emendamento per favorire la “Fininvest, unica depositaria del know how tecnico necessario” per il sistema di segnalazione elettronico “Auxilium” per le autostrade, “un business da 1.000 miliardi”. Poi aggiunge che il manager del gruppo Sergio Roncucci “ringraziò per l’emendamento e mi confermò l’impegno della Fininvest a contribuzioni alla Dc per il piacere ricevuto”.

1992, dicembre
Paolo Berlusconi indagato a Roma: avrebbe venduto immobili Edilnord a enti previdenziali a prezzi gonfiati in cambio di mazzette all’Ufficio tecnico erariale. Pagamenti per cui sarà poi considerato vittima di concussione. 1993, 15 gennaio. Paolo Berlusconi rinviato a giudizio con 34 persone i finanziamenti illeciti ai partiti legati alle discariche. 1993, 8 aprile. Gianni Letta, interrogato da Di Pietro, ammette di aver finanziato illegalmente   con 70 milioni il segretario Psdi Antonio Cariglia: “La somma fu da me introdotta in una busta e consegnata tramite fattorino”. Lo salva l’amnistia del 1990.

1993, 18 maggio
Arrestato per corruzione Davide Giacalone,consulente del ministro delle Poste Oscar Mammì per la legge sulle tv, e poi consulente Fininvest per 600 milioni. Verrà assolto e in parte prescritto.

1993, 18 giugno
Arrestato Aldo Brancher, assistente di Fedele Confalonieri, per 300 milioni dati al Psi e 300 a Giovanni Marone, segretario del ministro della Sanità Francesco De Lorenzo, in cambio di spot anti-Aids sulle reti Fininvest. Resterà tre mesi a San Vittore senz’aprire bocca. Poi diventerà deputato e viceministro.

1993, 23 giugno
Confalonieri e Brancher indagati a Milano per 300 milioni al Psi. I due usciranno indenni dall’inchiesta.

1993, settembre
La Procura di Torino indaga su un giro di false fatture nelle sponsorizzazioni sportive, che porterà al coinvolgimento di Publitalia e nel ‘95 all’arresto e alla condanna di Dell’Utri. Anche a Milano si scoprono fondi neri di Publitalia. Dell’Utri patteggerà la pena

1993, 29 ottobre
Il pm romano Maria Cordova, che indaga su tangenti al ministero delle Poste, chiede al gip Augusta Iannini (moglie di Bruno Vespa) l’arresto di De Benedetti, Galliani e Letta. Ma la Iannini arresta solo De Benedetti e si spoglia delle altre due posizioni perché relative a amici di famiglia. I due, poi assolti, restano a piede libero.   1993, 25 novembre. Craxi trasmette un memoriale ai pm: “Gruppi economici (…) hanno certamente finanziato o agevolato i partiti politici e, anche personalmente, esponenti della classe politica. Da Fiat a Olivetti, da Montedison a Fininvest”.

1993, 4 dicembre
La Procura di Torino raccoglie le confessioni del presidente del Torino Calcio, Gianmauro Borsano, deputato Psi, travolto da un crac finanziario. Borsano dice che nel marzo ‘92 il vicepresidente del Milan, Galliani, gli versò 18 miliardi e mezzo più 10 miliardi in nero per il calciatore Lentini. La Procura trasmette il fascicolo a Milano per falso in bilancio e il 22 febbraio ‘94 ascolta Borsano e altri protagonisti. Il pool mette così il naso nei conti esteri Fininvest.

1993, 14 dicembre
Arrestati a Torino il sindaco Pds e quattro assessori di Grugliasco per tangenti sul megacentro commerciale Le Gru, costruito dalle coop rosse e gestito dalla francese Trema e da Standa (Fininvest). La Procura indaga Brancher (poi archiviato) e convoca come teste Berlusconi, che si presenterà solo il 19 aprile ‘94, dopo aver vinto le elezioni.

1993, dicembre
Salvatore Cancemi, primo boss pentito della Cupola,comincia a parlare al pm di Caltanissetta Ilda Boccassini dei rapporti fra Berlusconi, Dell’Utri, mafia e stragi. 1993, 20 dicembre. Il procuratore Borrelli dice al Corriere: “Sappiamo che certe coincidenze possono provocare sconquassi, ma che possiamo farci? Quelli che si vogliono candidare si guardino dentro. Se sono puliti, vadano avanti tranquilli. Ma chi sa di avere scheletri nell’armadio, vergogne del passato, apra l’armadio e si tiri da parte prima che arriviamo noi”.

1994, 26 gennaio
Silvio Berlusconi annuncia in tv, con un videomessaggio, il suo ingresso in politica perché “questo è il paese che amo”. In privato, confida a Montanelli e a Biagi: “Se non entro in politica, finisco in galera e fallisco per debiti”.

Fonte: “Alfano che dice le bugie” – Voglio Scendere

Alla faccia di chi sostiene che i guai del sultanano sono iniziati dopo la sua “discesa in campo”…

L’otto per… loro.

A chi pensate che vada l’otto per mille che decidete allo stato ?

Pontificia Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L’elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Non si tratta di uno dei tanti decreti, ma quello che ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell’Irpef. Basta sfogliarlo per scoprire che confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto i contribuenti avevano devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato.

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…elemosina di stato o pizzo sacro ?