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	<title>Commenti a: Intercettazioni e Rispetto delle regole</title>
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		<title>Di: crazyjk</title>
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		<dc:creator>crazyjk</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Dec 2007 14:53:37 +0000</pubDate>
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		<description>INTERCETTAZIONI,CHI LE TEME?

Come al solito il grande comunicatore,il furbo ingannatore,il despota catodico cerca di trasformare la triste verità in un vantaggio mediatico e politico.
Cosa è più disdicevole: corrompere un dipendente della TV  pubblica o vedere pubblicate le intercettazioni?Controllare come proprietario tre reti nazionali e come Ministro del Consiglio due di quelle della RAI con propri  ex-dipendenti o tutelare il diritto ad una TV pubblica libera dal potere politico e del denaro?Chi ha paura delle intercettazioni?Come mai vogliono far passare come grave reato o violazione della privacy delle intercettazioni che riguardano violazioni della legge?Non si parla di fatti privati o personali ma di reati punibili con pene dalle nostre leggi. E se anche non lo fossero fanno sempre parte del convivere in una democrazia dove vi sono regole morali anche non scritte. Non si può governare una nazione e possedere il controllo dei media,in tutte le altre democrazie occidentali ciò non è permesso,neanche nei sempre decantati Stati Uniti,presi a modello quando conviene. Inoltre su 58 milioni di abitanti che ci sono in Italia la maggioranza non è interessata al problema perché non ha nulla da nascondere,al massimo una scappatella ma non un reato. Vogliono far passare la cosa come un problema nazionale, anche lo stesso Ministro della Giustizia, Mastella, mentre è un problema di poche miglia di persone dedite a delinquere e quindi preoccupate dalle intercettazioni. Chiediamo tutti di essere intercettati a riprova del fatto che la gente comune non ha di questi problemi, ma di molti altri più seri:problemi di trovare  lavoro,di sopravvivere con uno stipendio che non fa arrivare mai alla fine del mese,di morire sul lavoro mentre i manager si dividono i proventi anche quando le aziende sono in crisi. Questo interessa alla gente: continuare a vivere in modo dignitoso del proprio lavoro e non di essere intercettati mentre si parla al telefono. Quindi smettiamola con queste ipocrisie e pensiamo a cose serie e a ridare libertà alla stampa ed ai cittadini che hanno il diritto di sapere tutte le verità e non solo quelle che fanno comodo a chi ci ha governato o ci governa.
Prof.Giacomo Venditti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>INTERCETTAZIONI,CHI LE TEME?</p>
<p>Come al solito il grande comunicatore,il furbo ingannatore,il despota catodico cerca di trasformare la triste verità in un vantaggio mediatico e politico.<br />
Cosa è più disdicevole: corrompere un dipendente della TV  pubblica o vedere pubblicate le intercettazioni?Controllare come proprietario tre reti nazionali e come Ministro del Consiglio due di quelle della RAI con propri  ex-dipendenti o tutelare il diritto ad una TV pubblica libera dal potere politico e del denaro?Chi ha paura delle intercettazioni?Come mai vogliono far passare come grave reato o violazione della privacy delle intercettazioni che riguardano violazioni della legge?Non si parla di fatti privati o personali ma di reati punibili con pene dalle nostre leggi. E se anche non lo fossero fanno sempre parte del convivere in una democrazia dove vi sono regole morali anche non scritte. Non si può governare una nazione e possedere il controllo dei media,in tutte le altre democrazie occidentali ciò non è permesso,neanche nei sempre decantati Stati Uniti,presi a modello quando conviene. Inoltre su 58 milioni di abitanti che ci sono in Italia la maggioranza non è interessata al problema perché non ha nulla da nascondere,al massimo una scappatella ma non un reato. Vogliono far passare la cosa come un problema nazionale, anche lo stesso Ministro della Giustizia, Mastella, mentre è un problema di poche miglia di persone dedite a delinquere e quindi preoccupate dalle intercettazioni. Chiediamo tutti di essere intercettati a riprova del fatto che la gente comune non ha di questi problemi, ma di molti altri più seri:problemi di trovare  lavoro,di sopravvivere con uno stipendio che non fa arrivare mai alla fine del mese,di morire sul lavoro mentre i manager si dividono i proventi anche quando le aziende sono in crisi. Questo interessa alla gente: continuare a vivere in modo dignitoso del proprio lavoro e non di essere intercettati mentre si parla al telefono. Quindi smettiamola con queste ipocrisie e pensiamo a cose serie e a ridare libertà alla stampa ed ai cittadini che hanno il diritto di sapere tutte le verità e non solo quelle che fanno comodo a chi ci ha governato o ci governa.<br />
Prof.Giacomo Venditti</p>
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