Oggi, 15 ottobre 2007, è il giorno del “Blog Action Day“, ovvero una iniziativa promossa affinchè i blogger scrivessero delle opinioni su un tema ben specifico, dal loro punto di vista, con gli argomenti che ritengono più importanti.
L’argomento scelto è l’ambiente. Io ho deciso di parlare di traffico e mobilità, non solo per denunciare quello che, secondo me, non va, ma anche per fare delle proposte.
Vivendo in una grande città come Roma ho sotto mano le difficoltà che una scriteriata corsa all’automobilizzazione ha portato nella nostra vita. In questa corsa ci sono quattro concorrenti: le industrie, i media, i cittadini e lo stato (inteso sia come centrale che locale).
Ce ne sarebbe un altro, i pubblicitari, ma credo che siano al soldo delle industrie e quindi fanno il loro lavoro.
Chi più chi meno ha la sua colpa.
Le industrie hanno la colpa di aver rinunciato a produrre/ricercare per molto tempo soluzioni lungimiranti ed attinenti all’uso del veicolo, il trasporto. Le industrie ci hanno sempre proposto restyling di modelli, nuove linee accattivanti (molto spesso discutibili), con l’aggiunta di optional e prestazioni che a molti non servono ma sono costretti ad acquistare “perchè è il mercato che lo richiede”.
Molte volte il nuovo modello è nuovo solo nell’aspetto, mentre il motore è quello vecchio di dieci anni, progettato per automobili con peso decisamente inferiore alle attuali: loro lo chiamano ritorno di investimenti… sarà. Intanto i consumi crescono e le emmissioni nocive con loro.
I media non fanno altro che certificare quello che le industrie propongono. Testate specialistiche e non fanno la gara per recensire il nuovo modello mega accessoriato, con 224 cavalli, con prestazioni da F1 e perdono di vista quello che al comune mortale serve veramente: un mezzo economico, di facile manutenzione, che consumi poco e che permetta il trasporto per cose e persone. A molti di avere una Ferrari camuffata da utilitaria non serve.
Noi subiamo passivamente i messaggi delle case produttrici attraverso i media. In molti credono che acquistare la nuova 500 (o qualsiasi altro modello e marca) sia assolutamente indispensabile per continuare a vivere. Altri credono che se non hanno un SUV non sono abbastanza al sicuro sulle strade (e poi sono loro ad attentare alla vita altrui con atteggiamenti di guida da criminali) . Poi ci sono quelli che devono avere un veicolo per ogni componente della famiglia. Il parco veicoli cresce, il consumo di carburante cresce e con loro le emissioni nocive.
Per ultimo ho lasciato lo stato che, se vogliamo dirla tutta, è il
maggior responsabile della situazione attuale. Non è stato capace di varare dei provvedimenti che potessero (anche lontanamente) creare infrastrutture e condizioni per un sistema di trasporti efficace ed ecosostenibile.
Negli anni settanta avevamo la maggior parte dei trasporti commerciali che avveniva su ferrovia. Poi c’è stata la crisi della FIAT e che cosa si sono inventati ? Smantelliamo il trasporto commerciale ferroviario e creiamo dal nulla quello su gomma. Così facciamo vendere camion e furgoni in modo da far risollevare le sorti del produttore torinese. Notoriamente il trasporto su ferro è meno inquinante di quello su gomma.
Stesso discorso vale per le nostre città. Sempre negli anni settanta, Roma era piena di tram e filobus: via (quasi) tutto, solo autobus.
Ora, quando i buoi sono scappati, si corre a chiudere la stalla. I nostri amminstratori, da qualche anno a questa parte, si sono accorti che c’è un’anticchia di smog nelle nostre città e hanno messo in atto dei palliativi.
Punto il dito soprattutto su alcuni di questi provvedimenti: le targhe alterne, domeniche senz’auto e gli “ecoincentivi”.
Le targhe alterne e domeniche senz’auto sono inefficaci in quanto
non c’è un blocco totale della circolazione: permessi, euro4, l’amico del sindaco, il fratello del cugino dell’amico dell’assessore….
Gli ecoincentivi, invece, dovrebbero essere dati solamente per le vetture veramente eco (ibride per esempio) e non anche per l’acquisto di modelli euro4. Credo che gli incentivi dati dallo stato abbiano reso felici solo i produttori di automobili. Il cittadino medio si è sentito “costretto” a cambiare veicolo e in molti casi si è dovuto indebitare, fare dei finanziamenti che avrebbe voluto e potuto evitare. La costrizione nasce dall’impossibilità (almeno a Roma) di poter contare su un servizio di trasporti pubblici degno di tale nome. Ma in molti casi, anche quando l’uso del mezzo pubblico è possibile, il cittadino non vuole rinunciare all’aria condizionata… e si fa un’ora di fila al giorno quando va bene.
I provvediementi presi fin ora sono talmente inefficaci che lo smog e il traffico vanno di pari passo…. aumentano solamente.
La colpa, come dicevo all’inizio è un po’ di tutti… anche la nostra.
Non credo che sia facile trovare una soluzione, ma almeno dovremmo provarci.
Parlo di soluzioni concrete che facciano il bene dei cittadini e non quello dei produttori.
La soluzione secondo me è molto semplice: ridurre il parco veicoli circolanti.
Come ? Ecco alcuni provvedimenti da attuare. Alcuni sono specifici per Roma, altri più generici ed attuabili su tutto il territorio italiano.
Incentivi.
Abolizione degli attuali incentivi.
Incentivo di 1.000 € all’anno e sconto del 50% sull’abbonamento annuale ai mezzi pubblici per cinque anni a chi rottama/vende la propria vettura e non ne riacquista un’altra.
Sconto del 65 % del bollo auto e del 30 % della RC per chi possiede un solo veicolo in famiglia (motoveicoli compresi).
Sconto del 40 % del bollo auto e del 15 % della RC per le famigle con un’auto e un motoveicolo.
Trasporti Pubblici e mobilità urbana.
Rendere vantaggioso l’abbonamento annuale per i mezzi pubblici.
Rendere le corsie preferenziali ciclabili oltre che a creare delle piste ciclabile degne di tale nome.
Corsie preferenziali, dove possibile, divise fisicamente dalla sede stradale.
Creazione del servizio di BikeSharing come avviene in molte città europee.
Aumentare il trasporto pubblico su ferro e tramite mezzi elettrici: metro, tram, filobus, bus elettrici/ibridi.
Collegare decentemente le periferie con il centro città: aumentare il numero delle linee e le frequenze delle corse.
Accesso alla ZTL solo per i veicoli adibiti a trasporto pubblico ad eccezione di veicoli con contrassegno per portatori di handicapp che stiano trasportando il beneficiario del contrassegno, di motocicli a quattro tempi e di biciclette, 24h/24 e 7g/7.
I mezzi per il trasporto delle merci potranno transitare nella ZTL in finestre orarie: dalle 6.30 alle 9.30, dalle 13.30 alle 14.30, dalle 19.30 alle 21.30.
Parcheggi.
Rimodulazione della tariffa oraria in base alle zone: centro storico (immediate vicinanze della ZTL) 3€, prima periferia (zona verde/anello ferroviario) 2€, altre zone 1€. Creazione di veri parcheggi di scambio all’altezza del GRA.
Abolizione del parcheggio gratuito all’interno del GRA.
Sanzionare il divieto di sosta e, soprattutto, la sosta in doppia fila con ammende a partire da 150€ e in base alla zona: più si è vicini al centro e più si paga.
Trasporto Merci.
Ripristinare il trasporto ferroviario e creazione di interporti per lo smistamento delle merci fuori dalle città.
Il trasporto delle merci all’interno delle città sarà consentito solo a mezzi con due assi, di lunghezza massima 6 metri, larghezza 2,5 metri e altezza 3 metri.
Raddoppio della tassa di circolazione per i mezzi adibiti al trasporto merce su gomma che superino le dimensioni sopra citate.
“Ticket” di 100€ per ogni percorso autostradale oltre al raddoppio del pedaggio.
Queste proposte sono imperfette e andrebbero integrate. Credo che siano una buona base di partenza, ma non credo che nessuno dei nostri amministratori le prenda neanche minimamente in considerazione.
Meno veicoli portano meno introiti.
Le tasse derivanti dalla benzina e dal bollo auto diminuirebbero.
Le vendite di veicoli nuovi potrebbe diminuire sostanzialmente, quindi, meno introiti delle case produttrici che inizierebbero a prospettare tagli all’occupazione e ricorsi alla cassa integrazione.
Forse gli unici a beneficiare di tutto questo saremmo proprio noi… a patto di lavarci da sotto il sedere l’automobile. Delle volte basterebbe una passeggiata di 20 minuti invece che prendere la macchina, arrivare sul posto in due minuti e cercare parcheggio per 15 minuti e magari, alla fine, parcheggiare in doppia fila. Con il placet degli “innocui” vigili urbani.
Postato in: Ambiente | Messo il tag: Ambiente, Blog Action Day, Traffico






























Invito a leggere l’ articolo Parking Story su Focus Storia n° 16. Dati statisctici ci dicono che passiamo 2 anni della nostra vita cercando un parcheggio e che questo sia , dopo la ricerca di un lavoro, il maggiore motivo d’ ansia.
A Roma la soluzione e’ peggio del male, con parcheggi a spina di pesce, cassonetti in doppia fila, parcheggi in tripla fila e Bus che fermano in mezzo alla strada. Credo che non sia piu’ possibile che chiunque possa lasciare due o tre macchine in strada occupando spazio pubblico vitale. La mia proposta e’ che da una certa data tutte le macchine immatricolate debbano essere parcheggiate in spazi privati, cosi’ che chi compra un’ auto sa che, oltre al bollo ed all’ assicurazione dovra’ trovarsi un parcheggio. I parcheggi pubblici dovrebbero essere gratuiti la prima ora e poi a pagamento, magari arruolando addetti ai parcheggi come in altri paesi. Ovviamente, chi e’ pagato per far rispettare le regole, dovrebbe guadagnarsi lo stipendio..
Io credo che quella di dimostrare di poter parcheggiare un automobile prima di poterla comprare sia un’altra delle possibili soluzioni. Credo che in Giappone facciano qualcosa del genere.
Però credo che la riduzione del parco veicoli esistenti debba essere il primo dei provvedimenti da prendere.
Vedi che se ognuno deve trovarsi e pagarsi il posto auto, il parco circolante si riduce automaticamente. Per il resto condivido, ma come ben dici a fine articolo, troppi interessi. Nel mio palazzo c’é un tizio che colleziona vecchie mini.. ha 4 auto parcheggiate lungo la strada che non usa mai. Circa 12 mq di Roma occupati senza motivo. E magari non paga neanche il bollo. Si dovrebbe far capire ( quasi impossibile, lo so..) ai vari Ministri, Assessri ed Addetti vari, che una decisione in tal senso non significa automaticamente perdita di voti, dacche’ questo e’ l’ unico linguaggio che capiscono. Forse, se fossero sicuri di non rimetterci il posto, si mostrerebbero più intrapendenti.
Il vero problema dei nostri politicanti è che vivono in una realtà parallela a quella del popolo dove tutto è come pensano che sia.
La soluzione per Roma ci sarebbe, decisamente attuabile in tempi brevi:
incentivare e favorire nettamente l’uso dello scooter;
in questo modo si eliminerebbero il problema dei
parcheggi e in gran parte quello dell’inquinamento (non ci sarebbero più code continue di auto che impiegano 20 min per fare un km)
le controindicazioni saranno soltanto i capitomboli iniziali di chi non l’ha mai usato e le resistenze dei proprietari di macchine grandi 6 metri per 2 a lasciarle a casa.
Mi sembra semplice ed efficace, è la cosa più semplice ed evidente da fare.
Poi, però, sembrerà di stare a bangkok… io credo che bisogna incentivare l’uso dei mezzi pubblici… dei veri mezzi pubblici, non quelli che abbiamo in Italia e, soprattutto, a Roma. Noi paghiamo anche lo scotto del tempo necessario alla realizzazione delle opere. A Parigi, in 12 anni, hanno creato dal nulla 2 linee di metropolitana in più (e già che gli mancavano)… noi in 12 anni siamo riusciti a far partire i lavori della metro “C”…. Sempre lì andiamo a cocciare…. i politici
Allora perche’ non riusciamo a farci sentire dai Politici? Perche’ il voto non lo diamo a chi ci garantisce (?) che affrontera’ il problema? Dico affrontare e non risolvere, questo sarebbe troppo, ma almeno provarci. Ci vorrebbe qualcuno che non ha paura di inimicarsi tutti quelli che mangiano sul traffico, auto e consumi.. Poiche’ in Italia chi strilla di piu’ ha ragione, forse dovremmo trovare il modo di strillare al momento del voto (tanto qui si vota ad ogni stagione).
[...] Sono favorevole agli ecoincentivi che riducano del 100% le emissioni o che siano concessi per l’acquisto di auto ibride o elettriche (come già accennato nel post per il Blog Action Day). [...]