riforma del reato di bancarotta

C’è un passo nell’ultimo “resoconto” che Di Pietro puntualmente pubblica nel suo sito che mi preouccupa un tantinello !

«Abbiamo rinviato a giovedì la discussione sulla riforma della legge sul fallimento. Ho già segnalato il tentativo di portare in Consiglio dei Ministri la riforma del reato di bancarotta, per dimezzarne le pene. Questa parte della riforma è stata sospesa ma giovedì si porterà alla discussione la parte civile della riforma.
Anche qui c’è stata divergenza di opinioni non solo tra me e Mastella ma tra me e tutto il resto del Governo, il che mi preoccupa di più.
Mi è stato detto che questo disegno di legge non si può modificare perchè c’è l’accordo con l’opposizione: io ho risposto che mi preoccupa proprio questo. Ogni volta che si parla di giustizia c’è sempre l’accordo con l’opposizione. Possiamo anche fare da soli, qualche volta, senza cercare a tutti i costi l’accordo con l’opposizione!»

In che mani stiamo !

5 Risposte

  1. Mi sembra urgente valutare la riduzione della bancarotta.
    15 o 22 di tempo per la prescrizione sono tempi non adeguati
    allora
    processi più veloci e meno prescrizione.
    QUANDO SARA’ DISCUSSA IN PARLAMENTO?????
    gRAZIE

  2. Quindi sei favorevole alla riduzione delle pene per il reato di bancarotta ?
    La riduzione delle pene massime da 10 a 6 anni è giusto ? Riduzione dei tempi di prescrizione per farla fare franca ai colpevoli è una cosa da paese civile ?
    Ti ricordo che la prescizione non è assoluzione. Se c’è prescrizione, ma c’è l’accertamento della colpevolezza, la si è fatta franca… non si è stati assolti !
    Io credo che, una volta accertati degli illeciti e, per questi, si viene rimandati in giudizio, la prescrizione deve essere bloccata. Leggiti anche questo mio post (http://circondati.wordpress.com/2007/05/10/prescrizione/) dove tratto l’argomento con dei riferimenti ad una puntata di report.

  3. Non mi sembra corretto che un processo di bancarotta (concorso) si protragga per 12 anni prima di arrivare all’appello, nel frattempo un individuo forma una famiglia, assume impegni si inserisce in un nuovo contesto sociale e puo darsi che alla fine quella sua VECCHIA storia di quel lontano fallimento che lo vedeva professionista coinvolto per concorso si conclude. e se venissi condannato dopo 15 anni rischio di scontare la pena.
    La prescrizione quindi, è quanto lo stato dovrebbe pagare per l’inneficenza di concludere in un breve tempo i processi. Non si puo vivere per anni come COLOR CHE SON SOSPESI.
    CATALDO

  4. come prima cosa ti ringrazio per aver fatto di nuovo visita al mio blog.
    Sono d’accordo sulla questione della velocità di giudizio, non è da paese civile far attendere più di dieci anni un cittadino per una sentenza. Credo, però, che una delle cause della lentezza dei processi sia anche dovuta all’atteggiamento di molti avvocati che preferiscono allungare i procedimenti con ogni mezzo per poter superare il termine ultimo per la concessione della prescrizione del reato. Io sarei favorevole a ridurre i tempi di prescrizione (cinque anni credo che sia una soluzione “equa”) a patto che una volta che il presunto colpevole venga rinviato a giudizio la prescrizione non esista più.

  5. Ho letto bene ? Il “presunto colpevole ?”. Il rinvio a giudizio non significa per nulla essere presunti colpevoli. Per fortuna, nei paesi civili esiste solo il presunto innocente. Si e’ colpevoli solo dopo sentenza di condanna definitiva.

    Di per se il reato di bancarotta (semplice) e’ proprio solo dell’ordinamento Italiano e di pochissimi altri che tendono a “punire” il manager/l’imprenditore (purtroppo da molti visti ancora come i “padroni” cattivi) per non essere stato in grado di gestire l’azienda e averla portata al dissesto finanziario.

    Un conto e’ la bancarotta fraudolenta in cui c’e’ una reale intenzione di “rubare” ma spesso vengono condannati dei piccolissimi imprenditori stritolati dalle banche o dal mancato pagamento di alcuni clienti.

    Vi sembra giusto che finisca in galera una persona la cui colpa e’ quella di aver chiesto un prestito in banca per mandare avanti la sua azienda e si trova fallito perche’ magari un suo cliente non lo paga oppure perche’ un altro manager dell’azienda e’ scappato con la cassa dell’azienda ?

    La vera riforma che andrebbe fatta non e’ solo sui tempi ma sulla definizione di quello che si intende per reato (la messa in opera di azioni volontarie e fraudolente per privare l’azienda del proprio capitale), depenalizzando tutto il resto.

    A mio avviso inoltre la prescrizione deve esistere sui reati contro il patrimonio perche’ e’ uno strumento di difesa della dignita’ e dell’integrita’ della persona mentre e’ assolutamente giusto che non esista sui reati contro la persona.

    In caso di colpevolezza accertata con intervenuta prescrizione si potrebbero trovare e studiare pene alternative che convertano l’aspetto penale in civile o di utilita’ sociale proprio per evitare che un processo troppo lungo possa colpire una persona ormai reintegrata nella societa’.

    Gia’ in Italia viene fatto un uso sistematico e disumano della carcerazione preventiva (veniamo continuamente puniti da parte della Corta di Giustizia Europea e dal Tribunale Internazionale dei diritti dell’Uomo per questo).

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